É davvero possibile vivere una beauty experience senza barriere? L’industria della bellezza ama dirsi “per tutti”, ma il banco di prova resta la quotidianità, ovvero con il click alle 23:47 quando finisce il detergente, la corsa in profumeria in pausa pranzo con il corridoio affollato e lo scaffale messo in alto “per estetica”.
Inclusione è quando posso scegliere senza chiedere permesso: un concetto semplice, concreto, misurabile.
LE BASI DELL’ACCESSIBILITÀ ONLINE CHE FANNO LA DIFFERENZA
Quali sono le basi dell’accessibilità per gli acquisti online, che rendono la bellezza un’esperienza alla portata di tutti?
- Testi alternativi per le immagini (testo alternativo);
- zoom che non sgranano;
- schede prodotto leggibili anche con un lettore di schermo;
- video con sottotitoli, meglio se anche nella Lingua dei Segni Italiana o LIS;
- filtri realmente utili, per tipo di pelle, esigenze, sensibilità ai profumi.
Non basta la solita roulette delle ultime “novità” ben in evidenza sugli e-commerce!
La navigazione da tastiera è cruciale: non tutti cliccano, molti usano il tasto Tab. Nulla fa abbandonare più in fretta un carrello di acquisto di una cassa online infinita: servono moduli corti, pagamenti chiari, resi comprensibili anche a chi non vede, non sente o ha difficoltà cognitive.
Se sembra una questione marginale, allora ricordiamo che circa due carrelli su tre vengono abbandonati: l’accessibilità non è buonismo, è fatturato salvato e clienti rispettati.
ONLINE: COSA NON FUNZIONA
Cosa infastidisce o rende difficoltoso l’acquisto negli e-commerce beauty? I principali ostacoli all’acquisto online sono cinque.
- Finestre a comparsa invadenti che coprono la pagina e non si chiudono da tastiera.
- Descrizioni poetiche ma vuote (“carezza setosa di luce lunare”: ok, ma è comedogenico sì o
no?). - Contrasti grigio su grigio da far lacrime agli occhi.
- Taglie e grammature nascoste.
- Questionari con 20 domande senza un riscontro immediato: non è personalizzazione, è
ostacolo.
IN PROFUMERIA: SPAZIO, LUCE, PERCORSI E RELAZIONE
La realtà è tattile: luce, spazio, altezze, percorsi. Le barriere architettoniche sono le solite, purtroppo esistono ancora. Ma conta anche l’ecologia sensoriale: fattori come musica alta, profumi forti e corridoi stretti sono la ricetta per escludere chi ha ipersensibilità o si muove in carrozzina.
L’esperienza di acquisto funziona invece quando trovi sedute vere (non solo arredi da foto), specchi a diverse altezze, tester accessibili e igienici, indicazioni chiare e grandi, personale formato a chiedere «Come posso aiutarti?» e non «Posso toccare la tua sedia?».
Le ore tranquille settimanali con luci più morbide, audio basso e nessun microfono, sono un’idea semplice che allarga la platea. Riguardo i pagamenti invece è tutto ok? No, servono terminali mobili a filo del banco, non cavi tesi come liane.
LA CONSULENZA CHE INCLUDE DAVVERO
Cosa serve per un’assistenza realmente inclusiva? La consulenza in negozio deve smettere di essere un monologo.
Se chiedo un fondotinta, mi serve conoscere la resa dei prodotti secondo bisogni concreti: ovvero fototipo, sottotono, coprenza, compatibilità con ausili o mascherine.
Se parliamo di cura della pelle, meglio proporre beauty routine brevi e chiare: pochi passaggi, zero fronzoli, istruzioni anche visive. Meno passaggi inutili, più autonomia.
PERCHÉ UNA BEAUTY ROUTINE SENZA BARRIERE RIGUARDA TUTTI E TUTTE
Dati spicci ma utili: nel mondo circa una persona su cinque vive una condizione di disabilità o una limitazione temporanea. In pratica, l’accessibilità non riguarda “qualcuno là fuori”: riguarda tutti noi. Oggi, domani o quando ci rompiamo un polso.
Non servono miracoli: bastano scelte progettuali. Il bello della bellezza è quando non devi dimostrare niente per appartenere: entri, scegli, paghi, torni. Se questo giro è fluido sia online sia in negozio, allora sì che possiamo dire che la beauty experience profuma davvero di inclusione.
Ecco una checklist rapida di cosa significhi in concreto “senza barriere”:
- online, testo alternativo, alto contrasto, tastiera ok, sottotitoli/LIS, filtri sensati, cassa
semplice. - in negozio, zero barriere, rumore/odori sotto controllo, segnaletica grande, tester
puliti, personale formato, ore tranquille, terminali mobili.
FAQ (DOMANDE E RISPOSTE RAPIDE)
Cos’è una beauty experience senza barriere?
Uno shopping di bellezza in cui tutti possono scegliere e acquistare in autonomia, online e in negozio, senza ostacoli fisici, digitali o sensoriali.
Come si rende accessibile un negozio online di cosmetica?
Testo alternativo alle immagini, caratteri leggibili, alto contrasto, navigazione da tastiera, sottotitoli ai video, filtri utili, cassa semplice e resi chiari.
Cosa può fare una profumeria per essere inclusiva?
Corridoi ampi, luci non abbaglianti, musica bassa, sedute, specchi a diverse altezze, tester igienici, personale formato e “ore tranquille” settimanali.
Cosa ne pensate di questa guida sulla beauty experience davvero senza barriere? Avete altri suggerimenti?
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Talvolta serve approccio critico al settore beauty:












molto profondo questo articolo, in effetti non ci avevo pensato in questi termini, ma sì sono tutte barriere, grazie per avermelo fatto notare.
Purtroppo molti aspetti, a partire dai negozi ancora pieni di barriere architettoniche, sono innegabili. E comunque un punto vendita con luci non abbaglianti, musica nella norma e senza extra stimoli sensoriali sarebbe quanto mai apprezzato anche dalla sottoscritta!
Pienamente d’accordo con il tuo pensiero.
questo articolo è davvero molto interessante, in molti negozi trovo ancora personale non preparato che cerca solo di vedere in modo insistente, senza empatia e senza capirne davvero qualcosa, online per me sono importanti le immagini per capire le colorazioni che spesso non rispecchiano la realtà, il testo alternativo che quasi nessuno considera, io lo inserivo sempre in WordPress quando scrivevo in un sito, piccole accortezze ma che sono importanti per tanti utenti…
oops… vendere, non vedere
Riflessioni che rispecchiano la realtà